Batuhan Demir, designer basato nei Paesi Bassi, ha collaborato con Peruffo Jewelry per creare due sculture antropomorfe in silicone esposte a Vicenzaoro. Le opere, caratterizzate da una dualità tra realismo umano e forme ultraterrene, sfidano le percezioni tradizionali di forma e materia. Attraverso queste creazioni, Batuhan esplora il rapporto tra corpo, ornamento e identità, offrendo una visione inedita e provocatoria sul gioiello come espressione personale. Abbiamo parlato con lui per approfondire la sua visione e il significato dietro questa collaborazione.
Come pensi di riuscire a esprimerti completamente?
Riesco a esprimermi pienamente attraverso il mio lavoro creativo, affrontando temi complessi e personali che spesso sono troppo intricati per essere discussi apertamente. I miei progetti mi permettono di trovare chiarezza e di tradurre le esperienze in qualcosa di tangibile. Ogni opera riflette parti della mia storia e delle emozioni che vi sono legate.
Se dovessi scegliere un simbolo per rappresentarti, quale sarebbe?
Un simbolo che mi rappresenta è l’occhio di Allah, un emblema significativo nella cultura turca che protegge contro la gelosia e la negatività. Indosso sempre una collana con un piccolo occhio di Allah, che mi ricorda l’importanza della perseveranza e di mantenere una connessione con un futuro più luminoso, nonostante le difficoltà del presente.
Se potessi sovvertire le regole, quale legge aboliresti?
Abolirei le aspettative sociali che impongono ruoli rigidi e stereotipi, soprattutto quelli che limitano l’espressione personale. Eliminare queste “leggi” permetterebbe agli individui di esplorare e definire la propria identità senza timore di giudizi o restrizioni.
Cosa rappresenta per te la materia?
La materia è molto più di un semplice mezzo: è un veicolo per raccontare storie. Ogni texture, tessuto o oggetto che utilizzo possiede un peso emotivo, aiutandomi a tradurre idee astratte in forme fisiche e tangibili che comunicano direttamente con l’osservatore.
Puoi raccontarci il tuo progetto più riuscito e il tuo stile di design?
Il mio progetto più riuscito è probabilmente la mia collezione di laurea, dove ho esplorato la resilienza e la dualità di mia madre nel suo ambiente lavorativo in un casinò. Era un progetto profondamente personale e stratificato, che metteva in evidenza la sua forza e perseveranza, riconoscendo al contempo gli aspetti più oscuri della sua vita.
Il mio stile di design è radicato nella narrazione emotiva, spesso combinando silhouette potenti con dettagli simbolici per creare opere visivamente suggestive e riflessive. Inoltre, ho realizzato look per copertine di riviste, uno dei miei primi sogni come designer emergente. Vedere quel sogno realizzarsi è stato un momento surreale e appagante.
Cosa pensi delle collaborazioni? C’è qualcuno con cui vorresti collaborare?
Adoro le collaborazioni perché ampliano la prospettiva di un artista e introducono nuovi modi di lavorare. Creano opportunità per unire diversi mezzi espressivi, spesso portando a risultati inaspettati e innovativi. È un processo stimolante e gratificante che spinge la creatività verso nuove vette. Mi piacerebbe collaborare con artisti o designer che danno valore alla narrazione.
Descrivimi nel dettaglio il progetto che hai realizzato per Peruffo Jewelry.
Il progetto per Peruffo Jewelry è nato quando Marta mi ha contattato tramite un contatto comune che mi ha consigliato come prossimo collaboratore del brand. Il mio lavoro si concentra spesso sul corpo e sul suo rapporto con il design, rendendo questa collaborazione una scelta naturale.
Per il progetto, ho creato due sculture corporee in silicone che rappresentano opposti polari. Una ha una somiglianza umana, radicata nel realismo, mentre l’altra assume un aspetto alieno, ultraterreno. Questo contrasto netto evidenzia la dualità dell’identità umana, esplorando i temi della familiarità e dell’ignoto. Le opere sfidano le percezioni tradizionali di forma e materiale, riflettendo al contempo la relazione dinamica tra corpo e ornamento.
Com’è stato collaborare con un marchio di gioielli? L’avevi mai fatto prima?
Questa è stata la mia prima collaborazione con un marchio di gioielli. Mi è piaciuto molto lavorare con Peruffo, poiché la visione del brand è chiara e ben definita, il che ha reso la collaborazione fluida e ben allineata al mio approccio creativo.
Puoi parlarci di un artista contemporaneo e di un designer che trovi importanti, e perché?
Artista contemporaneo: Takashi Murakami. È eccezionale nel fondere cultura popolare e alta cultura, rendendo l’arte complessa accessibile, ma mantenendo profondità e riflessioni sulla società. Il suo uso di immagini vivaci e giocose, combinato con temi più oscuri, crea un dialogo unico tra la dimensione commerciale e l’arte.
Designer: Alexander McQueen, Thierry Mugler e John Galliano. Questi designer hanno influenzato profondamente il mondo della moda con la loro teatralità, i concetti audaci e la capacità di superare i confini. L’emozione cruda e il romanticismo oscuro di McQueen, l’approccio scultoreo alla forma femminile di Mugler e la narrazione fantasiosa di Galliano nelle sue collezioni risuonano profondamente con i miei valori, che uniscono moda e narrazione potente.
Un progetto a breve termine e uno a lungo termine che vorresti realizzare.
Attualmente sto lavorando alla mia collezione di debutto, in cui collaboro con diversi artisti. Questa collezione sarà presentata in un cortometraggio pubblicato da una rivista rinomata. In un certo senso, questo progetto rappresenta sia il mio obiettivo a breve termine sia quello a lungo termine, poiché segna l’inizio di una nuova fase della mia carriera e getta le basi per future collaborazioni e opportunità.
Artwork: Batuhan Demir-Ray @batuhandemir__
Creative direction: Marta Martino @martamartino_off
Intervista a cura di: Federica Tattoli @federicatattoli










