6534
post-template-default,single,single-post,postid-6534,single-format-quote,theme-stockholm/stockholm,stockholm-core-2.1,woocommerce-no-js,select-theme-ver-6.9,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,qode-single-product-thumbs-below,wpb-js-composer js-comp-ver-6.4.2,vc_responsive

— JACOPO MILIANI. LA DISCOTECA

La discoteca è la mostra personale di Jacopo Miliani a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi | NOS Visual Arts Production, visitabile dal 10 settembre al 31 ottobre presso il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.

 

La discoteca racconta un futuro distopico in cui un’autorità non ben identificata proibisce il ballo e il libero sfogo alle emozioni, ed esercita il proprio potere sulle persone trasformandole in rose.
Un’ epoca grottesca in cui un’applicazione digitale sorveglia le case e seleziona esseri umani per una serata speciale in discoteca, luogo deputato a consumare un rituale finalizzato alla riproduzione controllata della specie.
Nella discoteca non vi è traccia di divertimento, imprevisto, scoperta dell’altro. È qui che Sylvester (Eva Robin’s) regina/tiranna del Babilonia, accompagnata da altri abitanti di questo luogo spettrale (Anna Amadori, Charlie Bianchetti, Kenjii Benjii e Alex Paniz), accoglie Didi (Eugenia Delbue) ed Ermes (Pietro Turano), due giovani antieroi che daranno vita a una sorprendente trasformazione.

 

Con La discoteca, Jacopo Miliani sceglie di relazionarsi al linguaggio cinematografico attraverso la sceneggiatura e la regia, proponendo un’evoluzione e una sintesi della sua ricerca su temi come il linguaggio del corpo, il ballo, i luoghi comunitari e la performatività del sé.

 

Ambientato al Kontiki di Vigarano Mainarda – locale storico del ferrarese, culla delle balere e delle grandi discoteche anni ’80 e ’90 cui il film rende omaggio – con un’estetica marcata e surreale, l’artista offre allo spettatore una narrazione aperta sulla costruzione dell’identità, la sfera della sessualità, la queerness, la fluidità di genere, il rapporto tra scelte personali e società.
Combinando diversi linguaggi tra cinema, arte, performance, video e danza, l’artista mette il corpo dello spettatore al centro di un’esperienza visiva e fisica, aprendo anche una riflessione assolutamente contemporanea sulle nuove regolamentazioni cui il nostro corpo è costretto, sulle trasformazioni in atto nelle relazioni interpersonali, e sulle dinamiche di controllo della società.

 

Il Centro Pecci per l’arte contemporanea ospita una grande installazione ambientale audio-video composta dalla proiezione del film omonimo e dalla scultura al neon Babilonia, parte fondamentale del set e insegna della discoteca immaginaria in cui è ambientato il film. Il Babilonia è uno spazio composto da luoghi diversi che fanno eco al percorso di trasformazione che si sviluppa nel film: come insieme di voci, idee, linguaggi e identità fluide, Babilonia invita lo spettatore stesso a un cambiamento.

 

Una serie di items Peruffo Jewelry selezionati dall’artista tra le varie collezioni sono parte caratterizzante dei vari personaggi del film.

 

La discoteca ha vinto l’ottava edizione di Italian Council – programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (MiC) – ed entrerà a far parte della collezione museale del Centro Pecci.

 

Fiorentino di nascita, Jacopo Miliani si forma al DAMS di Bologna e al Central Saint Martins College di Londra. I suoi lavori sono stati presentati in gallerie e spazi museali in Italia e all’estero. Ha lavorato con performers come Jacopo Jenna, Annamaria Ajmone, Sara Leghissa, Antonio Torres, divaD, Benjamin Milan, Mathieu LaDurée, Eve Stainton, e ha collaborato con il regista Dario Argento, lo scrittore Walter Siti, i fashion designers Boboutic, il produttore musicale Jean-Louis Hutha e la semiotica Sara Giannini. Ha esposto in diversi spazi espositivi tra cui: GUCCI Garden Cinema da Camera, Firenze (2019), GAMeC, Bergamo (2019), Centro Pecci per l’arte Contemporanea, Prato (2019), Galeria Rosa Santos, Valencia (2018), Palais de Tokyo, Parigi (2017), David Roberts Art Foundation, Londra (2017), Kunsthalle Lissabon, Lisbona (2016), ICA studio, Londra (2015), MADRE, Napoli (2011), Studio Dabbeni, Lugano (2014 e 2010). La sua pratica artistica, con una metodologia interdisciplinare, tocca tematiche come la ricerca dell’identità, la performatività, l’universo queer, la relazione tra il linguaggio verbale e l’espressività del corpo.

Instagram: @ladiscoteca_film
@milianijacopo

 


Jacopo Miliani, La discoteca, Charlie Bianchetti sul set del film, 2021 – Ph. © Sara Scanderebech.

Jacopo Miliani, La discoteca, Eva Robin’s, Eugenia Delbue e Pietro Turano sul set del film, 2021. Ph. © Sara Scanderebech.

Jacopo Miliani, La discoteca, Eva Robin’s sul set del film, 2021. Ph. © Sara Scanderebech.

Jacopo Miliani, La discoteca, film still, 2021.

Jacopo Miliani, La discoteca, film still, 2021.

Jacopo Miliani, La discoteca, Kenjii Benjii sul set del film, 2021. Ph. © Sara Scanderebech.

Jacopo Miliani, La discoteca, film still, 2021

Jacopo Miliani, La discoteca, Jacopo Miliani e Eva Robin’s sul set del film, 2021. Ph. © Sara Scanderebech

Jacopo Miliani. La discoteca_Installation View Centro Pecci_©Margherita Villani_4